Casa dolce casa

Amanda e Ivan erano sposati. Una coppia felice, entrambi un buon lavoro e la prospettiva di un lungo e florido futuro insieme.

Magari è capitato anche a voi, o lo state facendo adesso. Scegliere un appartamento moderno e funzionale, arredarlo con cura e immaginarlo già pieno di giocattoli sparsi ovunque… sull’arredamento poi i due non badarono a spese tanto che i costi finirono per pareggiare quelli dell’anticipo della casa. Di comune accordo fecero così, lei pagò l’anticipo e lui i mobili. Che diamine sono soldi “nostri” ormai, poco conta chi compra cosa. Più o meno.

Ma di questo parleremo dopo, a quel tempo c’era solo la meraviglia di una bella casa nuova, due famiglie unite e una carriera promettente che permetteva a entrambi di frequentare tanta gente stimolante. Infatti fu proprio nell’ambito lavorativo che Amanda conobbe il suo più anziano collega Giorgio. Forte di una posizione importante, godeva di tutto il fascino di un uomo potente e prese la bella Amanda sotto la sua ala.

Nessuno seppe quando il rapporto professionale tra i due cominciò a trasformarsi, forse saranno state tutte quelle ore gomito a gomito sul medesimo progetto, o i convegni all’estero che creano quella complicità cameratesca irresistibile. Quello che invece si sa sono le conseguenze.

Amanda diventò sfuggente e nervosa, cominciò a passare lontana da Ivan più tempo di quello che il lavoro giustificherebbe e non perdeva occasione per uscire per conto suo. In breve iniziò la crisi nella coppia.

Accecato da una fiducia incrollabile, Ivan non mise in dubbio neanche per un attimo l’integrità della moglie e, come i siti di psicologia consigliano, provò a ricostruire il dialogo nel rapporto.

Non ci fu nulla da fare:

“È colpa tua! – diceva lei – Hai passato a lavorare tutti gli anni migliori della nostra relazione” Ma cara ci siamo messi addosso un mutuo impegnativo.

“Il tempo libero che hai vai a fare barca a vela” Ma cara è stato 3 mesi fa.

“Non sopporto più che giri sempre in casa in mutande”. Comprerò una tuta, ma intanto andiamocene in vacanza insieme, facciamo una settimana lontano da tutto e ricominciamo. “Non se ne parla. Quest’estate non me la sento di andare in ferie con te, la passerò a riflettere per capire cosa fare del nostro matrimonio. A questo scopo mi saranno d’aiuto un paio di settimane in Thailandia, un viaggio che mi offre una mia amica…” Una tua amica? “…”

Neanche a questo punto il buon Ivan ci arrivò o forse non voleva arrivarci, poiché nemmeno le parole di un amico fidato che suggerivano che forse Amanda e Giorgio erano più che semplici colleghi gli bastarono per fargli aprire gli occhi. Non furono dirimenti nemmeno le ricevute di romantici chalet sulle Alpi, né quando una sera vide tornare Amanda a casa a piedi da sola.

“Da dove arrivi a piedi? Non dovevi uscire con Michela?”

“Sì, infatti… Mi ha lasciata all’angolo…”

“All’angolo?! E, di grazia, perché mai?!”

“Beh così è più comoda per tornare a casa”

“Ma abita da quest’altra parte”

“…”

I mesi passarono e Amanda e Ivan vivevano ancora sotto lo stesso tetto nel loro nido ormai gelido. Talmente gelido che Ivan cominciò a cercar calore altrove e la prima notte tra le braccia di un’altra gli parve di rinascere. Rinvigorito decise di affrontare sua moglie e fece l’errore peggiore che potesse fare: glielo disse. 

Da marito tradito divenne marito traditore, con tutte le conseguenze del caso. Una sequela di “Come hai potuto?”, litigate, accuse. In uno: passò dalla parte del torto e fu costretto ad andar via di casa, cacciato dalla moglie (che invece i suoi tradimenti non li aveva mai ammessi). Per la morale cambia poco, ma per il giudice fu la discriminante principale e considerò il caso praticamente una sentenza già scritta: lui tradisce e se ne va, lei resta. La casa è intestata a lei, resta a lei. Di fatto lui aveva acquistato i mobili, e l’accordo che avevano i due era solo verbale. La legge invece si avvale dello scritto.

Ma per fortuna Amanda non si fece scudo della giurisprudenza e decise di essere magnanima col suo ormai ex compagno: l’arredamento glielo avrebbe ripagato. Non tutto, ma una quota. Diciamo un buon 30%. Il restante 70% del valore era andato perso col tempo e con l’usura. E che cazzo Ivan, non pretenderai proprio tutto.

Seppur alleggerito di qualche decina di migliaia di euro, ora Ivan è andato avanti, non si è risposato e vive in un monolocale in affitto. Amanda continua a frequentare Giorgio ormai alla luce del sole e tra poco finirà di pagare il mutuo del suo meraviglioso appartamento.

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