Ho scelto il tradimento. Vi spiego perché

“Ma perché scrivi di tradimenti?”

A pochi giorni dal lancio di questo blog tutto dedicato al tradimento e ai vari gradi di infedeltà nella coppia, questa è la domanda che amici, conoscenti e visitatori mi hanno fatto più spesso. Certo non sono mancati i commenti su come scrivo, sull’impostazione grafica o sui fatti narrati: tanti complimenti, qualche critica costruttiva, qualche reazione tiepida, qualche alzata di sopracciglia. Ma di gran lunga più interessanti restano le domande:

- Ma sono storie vere?
- Ma sono capitate a te?
- Ma se i protagonisti leggessero la storia, si riconoscerebbero?
- Le storie sono romanzate?

Insomma si è destata un po’ di curiosità. Come specificato nell’about, sono storie vere, tutte. Vicende che sono capitate a me o a persone a me vicine e che mi hanno colpito. Fatto salvo per quelle occorse a me in prima persona non posso garantire sulla veridicità delle avventure extraconiugali delle altre persone, ovvio, ma ci sono tanti parametri che mi hanno guidato nel cercare di discernere il vero dal falso: l’affidabilità di chi racconta per esempio. Un’operazione (quella di distinguere verità e bugie) che facciamo ogni giorno e su qualsiasi fatto ci venga raccontato. Posso affermare con buona approssimazione che tutte le storie d’amore diversamente fedeli di cui leggete sono autentiche
Quanto corrispondono alla realtà e quanto c’è di romanzato. La prima esigenza è tutelare la privacy delle persone coinvolte. Quindi cambiare le circostanze di contorno è d’obbligo: non vorrei mai che qualche marito tradito o qualche fidanzata ingannata dovesse scoprire l’infedeltà del partner attraverso le mie parole. Va da sé che cambiare il contorno implica un “adattamento” della storia; inoltre la tempistica della vita reale mal si sposa con le esigenze narrative e bisogna condensare in poche righe quanto avvenuto in settimane o mesi. Pochi adattamenti che però lasciano inalterato il nucleo della vicenda, il tratto caratteristico che rende questi tradimenti odiosi, queste infedeltà memorabili, in breve: ciò che fa diventare queste storie dei “demotivational”.
Ma torniamo alla domanda iniziale: perché questo argomento?

Chi è senza corna passi sotto la prima porta

“Sarà stato tradito dalla sua fidanzata” “Avrà avuto una brutta esperienza” “Si tratta di una persona cinica” “È un misogino che vuole parlar male delle donne”… Tante ipotesi sono state fatte. Anche io sono stato tradito è vero, e qualche volta l’ho anche scoperto. Ma per fortuna quanto mi è accaduto non ha preso i tratti “demotivational”. Si è trattato di banali squallidi tradimenti. La risposta del perché scriva di questo argomento va cercata altrove ed è insieme semplice e complessa.
Tutte le volte che ascoltavo uno di questi fatti mi scoprivo attentissimo, volevo saperne di più, cercavo di indagare i particolari e i riflessi psicologici della vicenda. Così ho pensato: se interessano me probabilmente potrebbero interessare anche gli altri. La passione per la scrittura l’ho sempre avuta e il risultato è venuto spontaneo.
C’è anche una risposta più complessa: al di là della pruderie, in queste storie c’è una domanda più profonda e che riguarda la struttura stessa della nostra società. Basata sulla monogamia per esigenze di equilibrio questa condizione sembra stare stretta a una buona fetta delle coppie occidentali. Perché?
Perché siamo infedeli (se non nella pratica, almeno nel pensiero)? Perché tanto spesso non ci basta quanto abbiamo e siamo attratti da altre persone? L’attrazione per un altro uomo o per un’altra donna fa parte della nostra natura o è essa stessa frutto dei condizionamenti della società moderna? La cara amica Angela Flammini, una psicologa dotata di una fine capacità di osservazione e di una vasta esperienza in questo ambito dà una lettura della fedeltà in chiave ormonale.
Qualunque sia la risposta che vogliate darvi, l’interrogativo rimane. Ignorare l’infedeltà (o la possibilità che ci possa essere) è un po’ nascondere la testa sotto la sabbia. Quindi forse l’attrazione per altre persone al di fuori della coppia andrebbe considerata un tratto dell’essere umano. Per fortuna non tutti passano dalla teoria alla pratica e tanti tradimenti restano solo innocenti fantasie.

Tradimento, ovvero “Non c’è limite al peggio”

Quello che per me resta inspiegabile sono i risvolti più atroci, sono le bugie più torbide, sono le prese in giro inutili, sono le ipocrisie non necessarie: sono i “demotivational”. Perché se una persona decide di tradire non lo fa e basta? Magari in silenzio e senza condimenti. Aggiungere la presa in giro del partner, o lasciarsi andare a comportamenti particolarmente audaci con l’amante, o protrarre nel tempo relazioni fedifraghe per me ha tutto il sapore di una cattiveria gratuita che non dimostra che la donna è troia o che l’uomo è stronzo, ma semplicemente che chi tradisce è infelice del suo rapporto di coppia, ma non ha il coraggio di affrontare la solitudine a cui sarebbe esposto se lasciasse il partner come sarebbe giusto.
A proposito di troie e stronzi, lo ribadisco: non faccio alcuna distinzione di genere. Racconto le storie che mi colpiscono e che meritano il titolo di “demotivational” se per ora sono numericamente maggiori quelle che riguardano le donne è solo una coincidenza, frutto anche del fatto che, avendo più amici uomini, è più facile venire a conoscenza di vicende riguardanti donne. Care amiche se volete dire la vostra e raccontarmi di noi maschietti, non esitate a mandarmi una mail: *protected email*

 

Photo by Totonto History

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