Caro Dio, potresti chiudere un occhio?

“Se Dio vuole…” soleva ripetere la buonanima di mia nonna quando affidava un suo desiderio o proposito agli amorevoli piani di un potere più grande. Abitudini che pare non siano andate perse col passare del tempo e permangono ancora in tante persone, una di queste era Beatrice sposata con Matteo. Cosa c’è di più rincuorante di una moglie che, pervasa di pii sentimenti, proprio al buon Dio si rivolge perché la sua storia d’amore navighi spedita e in acque sicure.
La dolce Beatrice non faceva mistero della sua fede, anzi era talmente serena che non esitava a condividere le sue preghiere con i suoi amici di Facebook (immaginate con che ansia i suoi amici attendevano ogni suo nuovo post). Così non era raro che sulla sua bacheca affiorassero sentiti ringraziamenti al Signore per averle fatto incontrare l’uomo della sua vita, pensieri spesso accompagnati da (umilissime s’intende) richieste di vario genere: la più frequente riguardava il regalo più bello che una famiglia possa ricevere. “Spero che la Santissima Vergine ci conceda di avere presto un figlio che possa crescere nel nostro amore e nell’amore di Dio”.
Tante preghiere dopo e innumerevoli “Non seguire più Beatrice” dei suoi amici dopo, il diavolo deve averci messo la coda perché arrivò la tentazione, passando attraverso le mani lunghe e affusolate del collega di scrivania.
Andrea era una persona delicata ed elegante e i due si trovavano davvero bene a lavorare gomito a gomito. Entrambi sapevano rispettare i momenti di concentrazione dell’altro così come riuscivano a ridere di gusto durante le pause caffè.

All’inizio erano semplici colleghi, ma più passava il tempo e più si avvicinavano. Beatrice aveva un carattere aperto, era espansiva e non aveva difficoltà a parlare anche della sua vita di coppia e di suo marito per il quale non lesinava complimenti. Più schivo di carattere Andrea ci mise un po’ più di tempo per raggiungere lo stesso grado di confidenza, tuttavia un giorno le raccontò di un corso di massaggi che seguiva con la sua ragazza. Una di quelle cazzate New age, che si basava sul “trasmettere l’energia” attraverso le mani.
«Sono curiosa…»
«Ti faccio vedere!»
«Cosa fai? Mi fai proposte oscene?» ribattè lei ridendo…
«Ma va… Si può fare anche solo sulla schiena: guarda si appoggiano le mani qui… in questo modo… e dovresti sentire una specie di calore»
E quel calore Beatrice lo sentì bene. Talmente bene che le tornò in mente anche nei giorni successivi. Le tornò in mente la settimana dopo. Le tornò in mente anche quando era a casa, sotto la doccia o in altri momenti di relax.
Ogni volta che rivedeva le mani di Andrea si sentiva strana e se in quei momenti lui le rivolgeva la parola, lei gli rispondeva seccamente, quasi scontrosa.
Talvolta un pensiero si insinua nella testa e cresce, cresce, cresce fino a impadronirsi di parte della volontà dell’individuo. Saranno allora da addebitare a questi pensieri i messaggi che Beatrice cominciò a mandare ad Andrea, amichevoli all’inizio, poi sempre più allusivi.

Purtroppo non conosciamo tutte le conversazioni occorse tra i due, vi basti sapere che si arrivarono a coprire tutte le sfumature comprese tra: “Oggi ti guardavo e non riuscivo a concentrarmi” e “Immagino le tue mani tra le mie cosce che mi toccano, mi aprono e mi trovano tutta bagnata per te”.
Inutile dire come andò a finire. Oltre alle mani di Andrea, Beatrice prese anche tutto il resto e scoprì che c’erano anche altre parti del suo corpo capaci di darle sensazioni forti.

Tutto sommato Beatrice era e resta una ragazza fedele. Quantomeno ai suoi sogni perché per tutto questo periodo non mancò mai di continuare periodicamente a rivolgere al Signore (e al web) le sue preghiere per avere un figlio con Matteo, l’uomo della sua vita.

 

Photo by Brett Sayer

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