Il tradimento al tempo di Facebook

Infedeltà  tecnologica

Una delle parole più ricorrenti nei verbali delle cause di divorzio è Facebook. Tallonata a stretto giro dalla parola Whatsapp. Il tradimento sembra passare dai social network, dalle app di messaggistica o più in generale da internet. C’è da chiedersi se la rete abbia qualcosa a che fare con l’aumento dell’infedeltà nelle coppie che ad oggi in Italia vanta numeri impressionanti. Secondo l’AMI (Associazione matrimonialisti italiani) nel 65% delle coppie si nasconde almeno un fedifrago.
Ma Facebook è davvero la causa del tradimento? È più probabile che sia il mezzo. La brunetta dell’ufficio accanto che non sai come agganciare, o il conoscente con cui non è il caso di scambiare il numero di telefono. Quale miglior strumento di Facebook in questi casi? Ma è chiaro che la volontà di tradire c’era già prima, la chat offre la possibilità di superare una certa barriera.
Io non credo che internet sia così decisivo, magari ha ridotto i tempi: ma non mi sembra che il passato sia costellato di fedeltà. Tradiamo su Whatsapp, Facebook, Twitter, Tinder. Lo abbiamo fatto su Skype e prima ancora su Msn. Quando tutto questo non c’era mandavamo un sms, o telefonavamo. I nostri genitori usavano il telefono di casa. I nonni davano una lira a un ragazzino e lo mandavano a vedere se “il marito di Rosetta è in casa”, oppure c’erano le lettere e così via fino alla clava (anche se tecnicamente tramortire e trascinare una donna nella caverna non può essere considerato un tradimento, almeno dal punto di vista della trascinata).
Eppure qualcosa è cambiato e non sai spiegarti che cos’è.  

Se  non  ti  lavi  ti  tradisco

Un’indagine condotta da Victoria Milan, un sito di incontri per persone sposate e in cerca di nuove avventure, ha provato a chiedere alle donne iscritte perché tradissero il proprio partner. Le risposte? Nel 73% dei casi le intervistate lamentavano di non sopportare più difetti fisici e carattere del compagno, ovvero: nel 19% è il senso dell’umorismo a mancare e nel 14% delle situazioni non è bravo a letto. Ma il mio preferito è questo: 9 donne su 100 hanno ammesso di tradire perché lui non ha cura del suo aspetto fisico e non ha un livello di igiene personale adeguato.
Quanta poca emozione! Dove sono finite “La voglia di nuove avventure”, “Il desiderio di una passione bollente”, “Il fascino del proibito” e altre risposte simili? Forse perché di proibito c’è rimasto poco. È tutto svelato sui nostri monitor, sui nostri display: sappiamo benissimo cosa vuol dire quel like che il fidanzato mette su Facebook alla sua amica, sappiamo benissimo che quei messaggi su Whatsapp non possono essere tutti del gruppo del calcetto, lo sappiamo eppure lo accettiamo senza punto protestare o quasi. Non protestiamo perché lo facciamo tutti, ci costruiamo un’immagine virtuale che ha nella sua stessa essenza la possibilità e la vocazione di trasformarsi in reale.

Perché  Facebook  è  centrale  nel  tradimento

Incolpare i social network ha senso quanto incolpare il bar dove il partner ha conosciuto l’amante o il motel dove si è consumato il tradimento. La colpa (o il merito) di Facebook semmai sta nell’aver ampliato notevolmente la platea di persone che si possono raggiungere: tutte quelle che in quel bar non avrebbero messo piede, ma che su internet sono a portata di click. La centralità di Facebook resta però altrove: può aiutare nella nascita o nello svolgimento di un tradimento ma è (quasi) sempre decisivo nella scoperta del tradimento. Quante volte vi è venuto il desiderio di leggere le chat del vostro partner? Quante volte avete letto i suoi messaggi sul cellulare? Rispondete sinceramente! Ed è anche la pensata giusta, perché se colpa c’è stata, in tutta probabilità il cellulare ne terrà traccia. Pensando di allontanarci sempre più dalla materia (carta e penna) abbiamo creduto di essere diventati eterei (mondo virtuale), ma abbiamo finito per lasciare tracce scritte ancora più compromettenti conservate nella memoria di un computer o di un server ad Hong Kong.

 

Photo by freddy – Licenza Cc 

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