La libertà non chiede interessi

Tanti anni fa un professore alle superiori mi insegnò quella che ancora oggi ritengo una delle definizioni migliori del diritto, delle leggi e che parte dal concetto di libertà: “Un insieme di limiti per essere liberi”. Tutte le dottrine e i codici che regolano la nostra convivenza (quasi sempre) civile ci limitano, ma è l’unico modo che abbiamo per non abbandonarci alla legge del più forte. Questi concetti sembrano farsi sfumati nell’ambito delle relazioni di coppia. Nessuna regola viene imposta dall’esterno e siamo liberi di essere fedeli o di tradire, salvo poi assumerci ovviamente le conseguenze della scelta. Abbiamo anche la libertà di lasciarci andare e affidarci anche se l’esperienza ci insegna che potremmo ricavarne una fregatura.
Il tema della libertà è al centro della riflessione di questa settimana firmata dalla giovane scrittrice e cara amica Sofia Anghileri, autrice di una raccolta di poesie: “Denti da latte”. Perdonate l’ottimismo, torneremo presto a demotivarvi.

Un salto nel buio

L’amore è una questione di età? Difficile da dire. L’energia vitale del sentimento sembra essere la medesima sia che a viverla sia un bambino, un adolescente in piena turbolenza ormonale o un adulto. A variare è la percezione, la gamma di sfumature che esaltano quel momento contingente, la maturità del vissuto.
Di una cosa sono certa, qualcosa resta costante: l’amore è libertà nel senso più nobile del termine. Ognuno deve essere libero di svelarsi per come è, di esprimersi senza paura di deludere, di tornare a casa se davvero lo vuole, non per obbligo o abitudine. Eppure tanti hanno paura della libertà, ne sottolineano le assurde insidie. Chi vacilla, temendo la fragilità del sentimento, è perché sotto sotto sente serpeggiare un dubbio, o più semplicemente non gradisce che l’altro possa trovare un senso di sé altrove.
L’esistenza è una prova continua, ma se la si vuol godere appieno si deve rischiare, affrontare un salto nel buio. Certo la possibilità che il partner intraprenda una “strada diversa” è un’eventualità da valutare, ma è un motivo sufficiente per non abbandonarsi? Invece restiamo schiacciati da assurdi ruoli, strangolati da cappi immaginari.

Né buoni, né cattivi

Da piccola per capire meglio la trama di un film mi concentravo sui buoni e sui cattivi, dovevo dar loro una connotazione chiara e capirne il coinvolgimento nella trama. Punti fissi come quelli cardinali, per orientarmi incerta nella realtà, ruoli utili solamente a rassicurarmi. In amore i ruoli intralciano la potenzialità dell’essere, sviliscono la spontaneità. Una progettualità di coppia è d’obbligo, ma solo se non va a scapito delle personalità. Bisognerebbe sbarazzarsi reciprocamente dall’ingombro del proprio egoismo, gettando via le inutili sovrastrutture che preservano dal dolore. Solo osservando l’altro in punta di piedi, con onestà, si condivide l’euforia dell’attimo. Mettersi a nudo non significa gettare la spugna, ma avere il coraggio di lasciare che la vita si spalanchi per farci uscire, se glielo permettiamo. La natura abbaglia con le sue seduzioni, i cui stimoli tentatori innescano talvolta il circolo vizioso della gelosia, dell’insinuazione o del sospetto. Si può tradire per le più svariate ragioni, così come si può dire di no. La delusione di un tradimento fa soffrire e non sempre si capisce perché un rapporto ben avviato scada nell’ovvietà, sfoci nell’ipocrisia. Non giudico chi tradisce, né chi è tradito o finge di non saperlo. Bisogna scegliere se continuare ugualmente il percorso a due, assumersi ognuno la proprie responsabilità, nel bene o nel male. La verità, per quanto possa essere scomoda, è sempre più dignitosa dell’omertà che tanto alla fine si smaschera da sé. Anche in amore, per me, la coerenza è d’obbligo.

 

Photo by Jeanne Menj – licenza Cc

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