Un bacio di cui fidarsi

Offrimi un orgasmo

«È un periodo in cui le cose con il mio fidanzato non vanno bene» dice Susanna al suo terzo bicchiere di bianco.
Dal suo volto impassibile quasi un po’ seccato non lo si direbbe, ma nella sua mente tutto gira intorno al pensiero che tra poco si scoperà Remo.

Finora Remo se l’è cavata bene: una conversazione decente; è andato a prenderla quando sono usciti; ha scelto bei posti; ha trovato modo di invitarla a uscire nonostante lei avesse deliberatamente rifiutato tre dei suoi inviti; ha reagito bene le volte che lei gli parlava del suo fidanzato: ha ascoltato educatamente cambiando discorso senza fretta. E così mentre lui le sta raccontando la trama di un film che ha visto di recente, lei pensa a tutt’altro.
Al suo intimo, alle sue mutandine, al reggiseno che ha messo. “Cacchio perché non ho messo quello rosso?” Questo nero le fa un seno più grosso sotto la camicetta, ma se dovrà spogliarsi quello rosso è molto più bello… Avrà fatto bene la ceretta? “Era un po’ arrossata prima.. chissà se si vedrà… magari me la lecca…oddio ho fatto la doccia prima, ma se passa ancora altro tempo… boh…”. “Luce spenta per forza, oddio ma perché ho mangiato così tanto in questi giorni?! Dannati compleanni, tutte ‘ste torte mi si sono piazzate sul sedere!”, “Tra un po’ devo chiamare Biagio, gli dico che sono a casa…”

«Come si chiama?» dice lui riportandola sulla terra
«Biagio?»
«Chi? Ma no parlavo dell’attore… quello americano… Ha fatto un sacco di film ma non ricordo mai il nome»
«Nemmeno io: sono un disastro con i nomi».

Biagio è il fidanzato di Susanna da 5 anni e tra loro è crisi conclamata. Beh conclamata, diciamo quantomeno evidente. Impossibile da ignorare. Forse neanche evidente sarebbe la parola giusta. Presente! Ecco, “presente” magari. Non che ne abbiano discusso più di tanto, ma insomma il linguaggio del corpo parla da solo. La freddezza tra loro a lui non sarà certo passata inosservata, tranne l’altra sera ovviamente, quando hanno fatto l’amore ed è stato anche bello. Mercoledì poi Susanna era nervosissima e glielo aveva anche detto. Lui le aveva chiesto il motivo e lei aveva parlato di problemi a lavoro. A ben guardare non c’è stato ancora un chiarimento, ma non si vedono da tre giorni e Susanna ne ha parlato a lungo con le amiche… Facciamo così: la crisi è tutta nella testa di Susanna, lui non ne sa un cazzo.
Può darsi che gli occhi scuri, profondi, mediorientali di Remo abbiano accelerato la crisi nella navigata coppia, quel che è certo è che hanno acceso le fantasie di Susanna che lascia la sua mano tra quelle di Remo, sente che lui la accarezza, ma fa finta di niente.

«Non hai mai assaggiato il mirto?» dice Remo
«No… ti giuro! So cos’è ovviamente ma non mi ha mai attirata più di tanto. In generale i superalcolici non mi piacciono»
«Beh ma questa è un’offesa bella e buona. Definire il mirto “un superalcolico”, il mirto è storia, è profumi, è natura, tradizione, è il sapore bruciante che attraversa tutto il corpo …»
«Un orgasmo praticamente!»
«Ecco brava! E come sardo Doc non posso esimermi e… devo fartelo provare!»
«Cosa? Il mirto o l’orgasmo?»
«Cominciamo con il mirto… da me ho quello fatto in casa non lo si trova certo facilmente, saliamo?»
Quella sera a casa di Remo il mirto fu copioso, l’orgasmo anche. Almeno quello di lui, lei si accontentò del mirto, ma comunque il suo giudizio su Remo restò positivo. Il ragazzo aveva dato mostra di capacità, altruismo e prestanza: le prospettive per il prossimo incontro erano buone.

Un brusco risveglio

«Ciao tesoro come stai?» dice lei dandogli un bacio.
«Bene» risponde Biagio un po’ stupito da tanta dolcezza, inconsueta ultimamente.
«Cucciolo… non ci vediamo da un sacco»
Il rapporto tra Susanna e Biagio è sempre più strano. Lei oscilla tra senso di colpa e stizza che si traducono in frasi affettuose e rispostacce alternate anche nel giro di pochi minuti. A Biagio viene in mente di chiederle se per caso ha “le sue cose”, ma si trattiene. L’ultima volta che glielo aveva chiesto lei l’aveva accusato di essere un troglodita maschilista che pensa che se una donna è arrabbiata dipende sempre dal ciclo.
Per giorni i due continuano a punzecchiarsi e a litigare, qualche volta però si ritrovano, si infiammano e fanno sesso. I giorni diventano settimane, le settimane mesi. E Remo?
Salvato nella rubrica di Susanna come “Paola B.”, Remo sa che deve mantenersi discreto e quando le scrive si limita a un semplice “Buongiorno” o a un “Come va?” se lei è con il fidanzato normalmente gli risponde “Ci sentiamo dopo”, ma sono precauzioni superflue visto che il più delle volte è lei a farsi viva per prima, si danno appuntamento e corrono da lui per una bella… bevuta di mirto.

Per i primi tempi tutto era andato a meraviglia, tra le sue lenzuola lei aveva provato anche diversi orgasmi e quando lui la riaccompagnava a casa era serena e soddisfatta. Ma qualcosa comincia a scricchiolare. L’entusiasmo delle prime sere non c’è più e l’agenda di Remo comincia a diventare sempre più fitta, il tempo a disposizione sempre meno e le serate in cui riescono a vedersi più rade. Più volte lei gli scrive e lui le risponde il giorno dopo, nonostante la spunta blu su WhatsApp confermi l’avvenuta lettura del messaggio. Ovviamente a pagare le conseguenze di questi comportamenti è Biagio che tante volte si trova a subire un astio che non sa spiegarsi, poi una carezza o un bacio sembrano risolvere tutto per magia.
Gli uomini sono un po’ tonti, ma dopo tutti questi segnali Biagio si insospettisce e comincia a indagare. Da dove cominciare se non dal cellulare? Sicura di aver correttamente ammaestrato Remo a non scriverle e avendolo registrato con il nome della sua amica lei si sente tranquilla e non si cura più di tanto di lasciare il suo telefono in giro. Ma una domenica mattina al suo risveglio dopo aver passato la notte con il suo fidanzato ad attenderla c’è una brutta sorpresa. Accanto a sé non trova né lui, né il cellulare e istintivamente sente una strizza di paura allo stomaco. Si alza si guarda allo specchio per due minuti e prova a rilassarsi: “Tranquilla – si dice – non può aver scoperto niente. Ci deve essere un’altra spiegazione”.
Quando entra in cucina e trova Biagio con la sigaretta accesa, il suo cellulare davanti e il volto scuro come la notte, capisce di essere stata scoperta. Ma come?
«Che persona di merda sei? Che cazzo hai combinato?»

Il bacio: un apostrofo rosa tra le parole “t’ho fregato”

Che cos’è il genio? È fantasia intuizione, decisione e velocità di esecuzione…” si dice in questa scena dell’intramontabile film “Amici Miei” di Mario Monicelli. Seppur in un contesto diverso la massima resta valida anche per questa situazione in cui l’improvvisazione e la freddezza di Susanna assumono i tratti della genialità.
Sopprimendo il primo naturale istinto a negare tutto, Susanna cambia espressione, fa la faccia più grave che conosce e dice:
«È vero. È finita Biagio. Tra noi è finita».
Senza attendere la sua risposta si gira e torna verso la stanza dove con gli occhi lucidi comincia a rivestirsi e a mettere le sue cose in borsa.

Biagio è confuso, la sua rabbia rimane incastrata nel suo stupore, si alza e raggiunge Susanna in camera da letto. Lei lo vede, ma continua meticolosamente a radunare tutti i suoi oggetti: le mutandine dal cassetto, il plaid che aveva portato da casa sua, le mollette per i capelli. Aspetta che sia lui a parlare e solo alla terza domanda dal tono più incalzante si decide a rispondere:
«Questo tra noi è stato il periodo più difficile che abbiamo attraversato, sono mesi che andiamo avanti così, è terribile e… sì: ho conosciuto un altro. È successo l’altra sera alla festa della Vanna, quella dove tu non sei voluto venire. C’era questo ragazzo, ha parlato con me tutta la sera e stop, ma io mi sono sentita corteggiata, desiderata, amata santoddio! Come non mi sentivo da… non so più quanto»
«E ti aspetti che io creda a questa stronzata? Che ci hai solo parlato?»
«Non ho finito. Ci sono anche uscita l’altra sera. Da sola. È stato più forte di me, non ce l’ho fatta… Ho provato a resistere, quando mi ha riaccompagnato a casa siamo rimasti ore a parlare. Io volevo andarmene ma non ce l’ho fatta e… ci siamo baciati. È durato tanto, non so più quanto e io mi sono sentita così bene! Dopo tanto tempo mi sentivo bene cazzo! È stato solo un bacio ma in ogni caso è il sintomo che ormai le cose tra noi non vanno e che è finita, dobbiamo lasciarci. Me ne vado».

Alla tempesta segue il sereno. Alla lotta, la pace. Allo scontro, il perdono. Nonostante la rabbia di quel momento nella mente di Biagio c’è il seme di un’idea che già comincia a germogliare: era solo una defaillance, come non perdonare un piccolo errore come un bacio dopo anni d’amore?

 

Photo by Lou Grimes – Licenza Creative Commons

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