Single inguaribili? È una questione genetica

Tutta colpa del Dna

Non è colpa della cellulite, né delle donne giovani e agguerrite: se sei single è una questione genetica. La notizia è di qualche giorno fa e riporta uno studio dell’Università di Pechino. Un gruppo di ricercatori ha evidenziato che chi possiede nella propria sequenza genica il 5-HTA1 produce meno serotonina, il così detto ormone del buon umore, quella particolare sostanza che ci rende più socievoli, allegri, sereni e per questo più disponibili alle relazioni con gli altri. 

Lo studio è stato condotto su 600 studenti e dopo aver analizzato i referti, il responso è stato: quelli in possesso di questo gene hanno il 20% di possibilità di restare single, o quantomeno fanno più fatica a trovare un compagno stabile, passando lunghi periodi da soli.

Una boiata pazzesca

Negli ultimi anni si portano gli studi più disparati e si cerca di appioppare qualsiasi colpa alla genetica. Forse si tratta di un pensiero rassicurante, che ci fa guardare alla genetica come alla reincarnazione moderna delle parche o del Fato, togliendoci la responsabilità delle nostre scelte. Il punto è che la genetica è in grado di spiegare ben poco e in questo caso ancora meno: si tratta infatti di uno studio molto poco credibile. Ho chiesto lumi a Daniele Banfi, biologo giornalista che nel suo blog si occupa di divulgazione scientifica, ecco cosa mi ha risposto:

“Lo studio sulla presunta scoperta del gene dei single, pur essendo estremamente curioso e giornalisticamente “notiziabile”, dal punto di vista scientifico rappresenta una vera e propria forzatura. Da anni la comunità scientifica si interroga su quanto conti la genetica e quanto l’ambiente. Per alcune patologie come il cancro la relazione è evidente. Cattive abitudini alimentari e predisposizione genetica sono alla base dello sviluppo di molti tumori.
Ma se stabilire una percentuale per il cancro è difficile, scaricare la colpa sul Dna se si è single appare quantomeno bizzarro. Lo studio in questione infatti dovrebbe tenere conto di molte altre variabili che influenzano i rapporti tra le persone. Non solo, trarre conclusioni su una ricerca che ha visto protagonisti 600 studenti è assai prematuro. Se si vuole cercare una correlazione tra genetica e comportamenti, fermo restando che si devono considerare altre variabili, il numero di persone da coinvolgere dovrebbe essere molto più elevato. Anche sui 600 studenti testati, i risultati non sembrano indicare in maniera univoca che chi possiede una determinata variante genetica è più predisposto a rimanere solo. (Erano single il 60% di quelli con il gene ritenuto “colpevole”, mentre nel secondo gruppo erano il 50% n.d.r.).
Non solo, se venisse scoperta una relazione così forte tra genetica e propensione a rimanere single i risultati meriterebbero di essere pubblicati su riviste come Nature o Science. Per ora il paper in questione, pur essendo stato pubblicato dal gruppo Nature Group Publishing, ha trovato spazio su un giornale di prestigio nettamente inferiore rispetto ai due giganti.”

Il bello di essere single

Il problema è che la società ha suggerito alle donne che essere single è da sfigate. La strega di Biancaneve è single per esempio. E tutte le favole si concludono con “e vissero felici e contenti”, mai “e VISSE felice e contenta”. La manipolazione continua anche nell’età adulta dove un film come “Il diario di Bridget Jones” vale 10 anni di psicanalisi. Vorrebbero farla sembrare una donna dotata, ironica e moderna ma in realtà è una donna insicura, volubile con l’umore completamente in balia delle sue avventure sentimentali. Assistiamo così a donne instabili che senza un uomo sono disperate, che si fidanzano con i casi umani piuttosto che star da sole, che tradiscono il fidanzato in ogni modo ma non vogliono rinunciare alla sicurezza di una storia stabile.
E gli uomini? Il discorso vale anche per loro, la ricerca infatti non faceva distinzioni di genere. Sono tanti i mammoni insicuri che hanno bisogno di una donna che li accudisca in tutto, che si lamentano, che considerano la loro donna insopportabile, ma che senza si lascerebbero morire di fame. Roba da far prosciugare la libido a qualsiasi essere femminile nel raggio di 10 chilometri.
Essere single non è un problema. Esistono persone splendide, sicure di sé, che portano avanti la propria vita senza farsi prendere dal terrore. Solitamente questi single, uomini o donne, hanno tanti amici, un buon lavoro, interessi personali che riescono a coltivare proficuamente e sono persone piacevoli da frequentare. Se per scelta, per sventura o per “genetica” doveste trovarvi soli, aspettate a correre a Pechino dai nostri ricercatori e chiedere loro di modificarvi il gene colpevole: cercate piuttosto di sfruttare questa opportunità per ritrovare pace e serenità, per costruirvi un equilibrio personale solido che non solo vi farà star bene mentre siete soli, ma renderà migliore anche una eventuale relazione futura. Solo chi sa stare bene da solo, riesce a star bene con gli altri.

Non siete d’accordo? Volete un altro parere? Da indagatore attento del mondo delle relazioni anche il caro amico e collega Alessandro Pellizzari dà la sua versione su una vita da single nel suo blog.

 

Photo by Seattle Municipal Archive – Licenza Creative Commons 

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