L’eterno marito

Un’ex moglie non basta

Se per qualcuno sposarsi ed essere un buon marito è una vera vocazione, Sergio sembra più propenso ad essere un eterno marito cornuto.
Sergio sta facendo i conti e far quadrare il bilancio non è impresa da poco, la sua seconda moglie Svetlana dice che servono più soldi per il trasferimento a Dubai e lui non sa davvero dove andarli a pescare. Lavora tutto il giorno in fabbrica, ma per la crisi non si possono fare straordinari, così nel tempo libero, grazie alla sua abilità nei lavoretti domestici, corre da una casa all’altra dei paesi vicini e sostituisce rubinetti, aggiusta caldaie, ridipinge pareti e tutto il resto. Un lavoro in nero che gli permette di racimolare un bel gruzzolo ma che gli spacca la schiena.
Nonostante il doppio lavoro i soldi non bastano mai, la sua ex moglie gli sta alle costole e chiede un sacco di soldi per sé e per loro figlio, ogni volta che lei gli chiede un extra lui deve fare in modo che Svetlana non se ne accorga altrimenti gli mette il muso per settimane. E non ha tutti i torti. L’accordo con cui si è chiusa la causa di divorzio è stata una mattanza per Sergio, ha accettato tutte le condizioni: la sua ex ha ottenuto la casa, il conto cointestato e un sostanzioso assegno, ma è rimasta un po’ delusa perché la pelle dal corpo non è riuscita a strappargliela. Il loro matrimonio era finito per infedeltà. Di lei.
Dopo 7 anni e un figlio era saltato fuori che lei continuava a scopare con il suo ex e chissà da quanto tempo: magari non aveva mai smesso e il terzo incomodo era proprio il marito Sergio. Quando ripensa a quando quella sera l’aveva vista seminuda in macchina con lui ancora gli salgono le lacrime agli occhi. Era rimasto talmente deluso che non gli erano bastate le forze per combattere in tribunale accettando supinamente l’accordo capestro che lei voleva. “Al bene di nostro figlio non ci pensi?” gli diceva, e ogni richiesta diventava blindata, ammantata dello strano luccichio del “bene superiore”. Tutto questo ricorda un altro fattaccio avvenuto qualche tempo prima, e se Sergio avesse letto questo demotivational probabilmente sarebbe stato più accorto, ma purtroppo si era lasciato raggirare e oltre al danno, subiva ogni mese il malumore della sua attuale moglie che vedeva andar via tutti quei soldi.
Cosa spinge un uomo appena uscito da quell’inferno a risposarsi dopo poco più di un anno resta un bel mistero, ma non a caso Sergio si è guadagnato il titolo di eterno marito, così come eterno è il ritorno dell’uguale e alle stesse premesse, la vita gli riserverà le stesse conseguenze.

La terra promessa

Sergio fa un figlio anche con Svetlana. Per due anni le cose vanno abbastanza bene, ma lei è una donna pratica, decisa e sa che nella vita bisogna darsi da fare in fretta. Quando si accorge che tra il mutuo e l’assegno di mantenimento la loro condizione sta segnando il passo, decide di prendere le redini della famiglia per guidarla verso più ambiziosi traguardi. Svetlana non ha mai perso i contatti con la sua famiglia ed è particolarmente legata a sua sorella che da diversi anni si è stabilita a Dubai. Trainata da una folle valanga di milioni di dollari la pimpante economia dell’emirato affascina Svetlana e un pensiero si fa strada nella sua mente. Bisogna trasferirsi in Medio Oriente. “Basterà approfittare dell’appoggio garantito da mia sorella e suo marito e in un attimo ci saremo stabilizzati. Sergio sa fare di tutto, non avrà problemi a trovare un lavoro e diventeremo ricchi” pensa lei e a poco a poco il suo piano prende forma e si arricchisce di particolari. Che poi Sergio debba lasciare il suo lavoro sicuro e la sua famiglia in Italia poco importa, sono solo dettagli, dei piccoli sacrifici in un cammino altrimenti trionfale. L’unico problema è far accettare la prospettiva a suo marito. Quasi non ci dorme la notte per trovare la chiave giusta, poi una frase in un articolo su Internet la illumina: “L’economia di Dubai è cresciuta in media di oltre l’11% ogni anno dal 1988”.

«Se vuoi dare un futuro a nostro figlio non c’è altra soluzione»
«Ma perché? Insomma ce la faremo… Potremmo mettere da parte i soldi per l’università, potrà studiare, potrà fare esperienza all’estero. Perché partire ora?»
«Ma non ti rendi conto? Crescendo lì sarebbe avvantaggiato, sarebbe anni luce avanti rispetto a tutti i suoi coetanei italiani. Può crescere imparando tre lingue diverse, conoscere la gente giusta, imparare a muoversi fin da subito»
«Io sono cresciuto qui e mi so muovere benissimo, ho il mio lavoro, stiamo meglio di tanti altri qui. Ci sono i miei genitori che ci aiutano»
«Ma neanche lì saremmo soli: c’è mia sorella che può ospitarci per tutto il tempo che serve. Suo marito ti può trovare un lavoro, e nostro figlio diventerà un uomo importante, non puoi negargli un futuro migliore. Dobbiamo fare tutto quanto è in nostro potere per garantirglielo»
«Ma io ho anche un altro figlio qui…»
«Cosa sono poche ore di volo? Ormai sta crescendo potrà addirittura prendere l’aereo da solo»
E così via.
Le innumerevoli discussioni fiaccano la resistenza di Sergio che si fa convincere dalla tenacia di sua moglie che, incassato il via libera, pensa subito a dividere equamente i compiti nella coppia. Lui sarebbe rimasto in Italia a lavorare e a mettere i soldi da parte, lei sarebbe andata a Dubai con il bambino a “preparare il terreno”. Chissà che negli Emirati Arabi il concetto di “preparare il terreno” non abbia un significato più ampio…

Condizioni vantaggiose

I primi soldi di Sergio vanno via per biglietto aereo e mantenimento di sua moglie a Dubai che staziona qualche mese a casa della sorella. Il sole e le temperature bollenti del deserto donano a Svetlana una piacevole tintarella e un viso più rilassato. Finalmente la vita che le spetta.
Nel frattempo il sole e il caldo arrivano anche in Italia e a metà agosto Sergio si rende conto di essere al limite: gli ultimi mesi gli sembrano un infinito turno di lavoro, ritornare a casa e dormire da solo nel talamo gli pesa ogni giorno di più e vuole rivedere suo figlio. Come infaticabili angeli custodi arrivano i genitori in suo soccorso regalando a lui e a sua moglie una settimana di ferie in Emilia Romagna. Niente di colossale, non ci sono grattacieli o isole artificiali, ma la prospettiva di stendersi in riva al mare guardando il figlio armeggiare con secchielli e palette a Sergio sembra un paradiso.

«Ce ne andiamo al mare!» le dice al telefono trionfante
«Ma io sono già al mare…»
«Beh sì, ma io no. Insieme intendo, una settimana a Cattolica io, tu e il piccolo!»
«Ma lo sai che non possiamo permettercelo… dobbiamo risparmiare»
«Ma me l’hanno regalato i miei genitori!»
«Ah… beh… e il biglietto per noi? In questo periodo costerà uno sproposito»
«No, no, ho già controllato. Ce la possiamo fare. Ma scusa non sei contenta?»
«Sì, certo. Solo non vorrei che questa cosa ci facesse ritardare i nostri piani»
«Senti io ho bisogno di staccare e ho bisogno di vedere mio figlio. Quindi non intendo discutere. Ti mando il biglietto via mail»
«Va bene… solo una cosa: prima di partire fammi un bonifico così apro già un conto corrente qui, ci sono condizioni molto vantaggiose»
«»

Una crisi annunciata

Quando Sergio la vede scendere dall’aereo con una morbida gonna bianca e una canottierina senza reggiseno sente salire un desiderio che quasi lo tramortisce. Lei è splendente, abbronzata, fresca. Lui è uno straccio, ma non importa: è felice e riabbraccia la sua famiglia con calore.
Già il tragitto in macchina verso la costa però tradisce una certa tensione. Lei è silenziosa. Da quando è scesa dall’aereo avrà detto giusto qualche frase e si dedica al bambino come se fosse un neonato, come per tenersi occupata.
“Le passerà” pensa Sergio “deve solo riabituarsi”. Ma anche al secondo giorno di vacanza nonostante tutti i lussuosi comfort della piccola pensione a tre stelle vista parcheggio, la situazione resta tesa. Ogni volta che lui la vede spalmarsi la crema con gesti esperti gli viene voglia di saltarle addosso e farci l’amore, ma ogni volta lei lo respinge: “Smettila! C’è il bambino” e riesce a strapparle giusto un paio di sveltine mentre il piccolo dorme. Ma non è solo il sesso. Lei è sempre attaccata al cellulare a scrivere poemi su WhatsApp e non sembra molto interessata ad ascoltare tutti i suoi aggiornamenti sulla situazione finanziaria, eppure lui era così orgoglioso di mostrarle i progressi. Quel lavoro grosso a casa del sindaco gli aveva fruttato un bel po’ e quella doveva essere la notizia bomba. Eppure neanche i soldi della politica riescono a smuoverla.

«Ok, cos’hai?»
«Niente» (se per caso l’avete dimenticato andate a leggere su questo post il significato di “niente” per le donne)
«Come sarebbe a dire? Sembri una prigioniera. Non sei felice?»
«Certo che lo sono»
«»

Il dolore dell’eterno marito

Il primo giorno il jet lag, il secondo la stanchezza, il terzo la mancanza di sua sorella, ma in breve le scuse per giustificare il suo malumore al marito finiscono e la crisi diventa conclamata.
«Questi mesi da sola mi hanno fatta riflettere»
«In che senso?»
«Sto ripensando a tutto. Alla mia vita, alla mia infanzia, allo sbaglio di trasferirmi in Italia, a te»
«Sono uno sbaglio anch’io?»
«Ma no! Cosa dici? Certo che no! Tu sei stato fantastico, sempre»
«Come sarebbe “sono stato”? Che cosa vorrebbe dire?»
«Tu non c’entri, è una cosa mia. Sto riflettendo su tutta la mia vita, ripensando al mio percorso. Ho trent’anni e forse è il momento per me di capire cosa voglio realmente»
«Siamo sposati, abbiamo un figlio. Non mi sembra proprio che tu possa parlare di una “cosa tua” senza coinvolgermi»
«È che forse psicologicamente sono sempre stata spinta ad accontentarmi, crescendo con un padre come il mio ho sempre preteso troppo poco dagli uomini. Lo dice anche Jack»
«Jack?! E chi sarebbe ‘sto Jack?»
«È come un fratello, mi è stato molto vicino in questo periodo. È un famoso psicologo, un caro amico di mia sorella lì a Dubai»
Evidentemente sarà proprio un problema di traduzione perché oltre al concetto di “preparare il terreno”, negli Emirati Arabi anche quello di “fratello” deve essere assumere connotazioni piuttosto elastiche perché la relazione che Jack e Svetlana stavano portando avanti ormai da settimane a Dubai, tra fratelli proprio non si è mai vista da nessuna parte.
Basta qualche giorno a Sergio per capire che anche il suo secondo matrimonio è al capolinea. Lei gli confessa che da qualche settimana ormai sta insieme a Jack che dal primo giorno in cui l’aveva conosciuto a bordo vasca della piscina del golf club, si era mostrato estremamente comprensivo e paziente. Ascoltava i suoi problemi. ore e ore a raccontargli la sua vita e lei era così confusa, così sola. Lui così gentile. Dall’aperitivo alla cena il passo era stato breve e gli effetti definitivi. Lei aveva accettato di tornare in Italia solo per dirgli che si trasferiva a Dubai, ma senza di lui. Aveva un volo già prenotato per lei e per suo figlio che Jack aveva generosamente finanziato.

Sergio torna a casa da solo. Aveva immaginato di tornare con lei, di progettare insieme una data per la partenza, doveva solo lasciare il lavoro. Il lavoro! Un pensiero folle assale Sergio: la lettera di dimissioni! Percorre gli ultimi chilometri bruciando tutti i limiti di velocità, piomba in casa e corre alla scrivania, apre il cassetto e… la lettera è ancora lì. Aveva pensato di consegnarla già prima delle ferie, ma per fortuna non l’aveva fatto. Adesso stringe quella lettera tra le mani, la strappa e ringrazia il cielo di non aver fatto quel passo irreparabile. Mentre guarda la lettera a brandelli ai suoi piedi si prende la testa tra le mani e sospira sentendo tutto il dolore che si prova ad essere un eterno marito.

 

Photo by Sy Clark – Licenza Creative Commons

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